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Una cara amica mi dice che odia il mese di agosto perché è un mese crudele, in cui le persone pur di partire in vacanza «senza ingombri» gettano via gli animali domestici. Un mese in cui i fidanzati, mariti e compagni uccidono le donne che dovrebbero amare e proteggere. Un mese in cui, secondo lei, la gente «diventa matta». E aggiunge che non vede l’ora che venga l’autunno

Ho sempre sorriso un po’ indulgente a queste sue affermazioni che puntualmente fanno capolino ogni estate, quando «scende» sulla Costa Azzurra e passa qualche giorno nella nostra casa di vacanza a Tourrettes-sur-Loup. Ma quest’anno le devo dare ragione. Questa estate è stata più terribile delle altre. I fatti di sangue che traboccano dalla cronaca fanno male all’anima, facendo quasi passare in secondo piano i fatti politici italiani, deludenti per mediocrità e inconcludenza. Mai come quest’estate i crimini efferati contro coloro che si dovrebbe amare hanno abbondato in ogni parte d’Italia e le vittime sono quasi sempre donne. E gli assassini non sono dei serial killer, ma gli uomini della porta accanto, i vicini che portano i bambini a scuola, partecipano alle riunioni di condominio, hanno un lavoro per il quale sono magari apprezzati e sono simpatici in compagnia. Non a caso quando succede un fatto del genere, tutti si meravigliano, affermando che il criminale «era una brava persona». Com’è possibile una tale dualità? Il mio prete mi dice che è il demonio, che è sempre più presente fra la gente. Sarà.

Ma io penso che siano anche le droghe, sempre più aggressive, che eliminano i centri dell’inibizione nel cervello. Non a caso si constatano sempre più episodi di cannibalismo, soprattutto negli Stati Uniti e in Russia, dove imperversa una droga sintetica dal suggestivo nome di «Krokodil», la «droga di strada» fatta in casa, arrivata quest’estate anche nel nord dell’Italia.

Ragione di più per educare i giovani (e non solo) di stare alla larga da qualsiasi sostanza stupefacente. Meglio educarli al gusto del vino, che è la droga dell’edonista, nel senso più bello del termine. In questo numero della rivista, nella rubrica dedicata alla gastronomia, troviamo infatti una serie di ottimi piatti a base di vino, facili da preparare; alla fine delle ricette sono indicati i vini da abbinare, sia italiani che francesi. La rubrica Recensioni presenta un libro molto speciale sulla storia dei balletti a Monte-Carlo, che iniziano nel Seicento, la cui prefazione è firmata dalla principessa Carolina, che è stata presente anche alla presentazione del libro. Per rimanere nel mondo dei libri, un’interessante articolo di Luca Caruso racconta la presenza della Santa Sede come ospite d’onore del Salone del Libro di Torino. Antonio Margheriti Mastino, titolare della rubrica Festina lente ci parla invece di una forma d’arte meravigliosa e poco conosciuta, le statue sacre in cartapesta leccese. La rubrica I nostri soldi fa un’omaggio alla ricchezza, mentre la storia di copertina è dedicata agli attori del magnifico cast del film dedicato a Pio XII, in fase di pre-produzione a Monaco. Sempre ai film è dedicato l’articolo sul Festival internazionale del Film Cattolico, creazione italo-monegasca sotto l’alto patronato della Santa Sede. Un’altra pagina della storia di Monaco viene descritta nell’articolo dedicato a San Napoleone.

Infine, non poteva mancare una rassegna delle belle attività dell’Ambasciata d’Italia, la festa nazionale e la cerimonia di consegna della Stella d’Italia alla principessa Charlène.

 

Mauro Marabini

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