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Mai sottovalutar nessuno...

Ieri ho incontrato per la strada una conoscente di vecchia data, che non vedevo da tempo. Mi ha raccontato che il marito l’ha lasciata, dopo 27 anni di matrimonio, per la sua migliore amica. E aggiunge: “Non l’ho mai considerata pericolosa, è così brutta...” Sento molta compassione per la mia conoscente e prendo le misure di cosa vuol dire sottovalutare qualcuno. In questo caso perché l’aspetto fisico non la rendeva “degna” concorrente all’attenzione del marito. E il pensiero mi va alle recenti elezioni americane: anche lì, è successa la stessa cosa, Donald Trump è stato sottovalutato.

Perché è successo?

La risposta è semplice: perché, abituati come siamo ormai a prendere per buone le previsioni dei sondaggisti, ciò che dice la TV, ciò che scrivono i giornali. Stiamo in qualche modo perdendo il senso critico, perché ci stiamo abituando a credere ciecamente in ciò che leggiamo e nelle cose che circolano sui social network. Si perde il discernimento, agli americano è successo: hanno sottovalutato il numero e la forza di quelli che chiamano “i piccoli bianchi”. Sono persone della classe media, stufi della povertà, che vedono in Trump la loro salvezza.

Penso che dobbiamo fermarci a riflettere meglio, a cercare di capire i fatti e ciò che accade intorno a noi giudicando con la nostra testa. Senza filtri. La vittoria di Donald Trump è emblematica: è stato sottovalutato, in base ai sondaggi. La figura peggiore l’hanno fatta Madonna e compagnia, facendo promesse irripetibili e salendo sul palco con la Clinton: ad elezioni concluse, questi artisti si sono resi conto che non hanno poi, dopo tutto, il potere contrattuale che pensavano di avere. è stata una bella lezione di umiltà per loro.

E parlando dell’umiltà, in questo numero della rivista leggerete un articolo di Antonio Margheriti, su chi di umiltà vive: i “mostri”, come venivano chiamati nel Medioevo, cioè persone affette da tali deformità da diventare delle curiosità.

Ed una curiosità è anche, ma per ben altri motivi, un piccolo artista geniale, Francesco Tobin, che si è aggiudicato il primo premio della Fondation Albert II con il suo dipinto del cavalluccio marino. E parlando di genialità, anche la rubrica “Storia di copertina” va in questa direzione, descrivendo Stefano Crosta, artista e scienziato, che lavora a Monaco ed è un vero “uomo universale” come il Rinascimento lo intendeva.

Altre rubriche, più conviviali, come quella sulla cucina, ci presenta le piante che ci fanno bene. La storia del gelato a Monaco è raccontata da Angela Durazzo, che ci fa scoprire i “tempi” del gustoso preparato nel Principato.

Una pagina di storia del Principato ci svela il periodo in cui gli italiani avevano occupato Monaco. Poi ci sono ritratti di italiani di Monaco, come Ezio Daniele e la sua famiglia. Ci sono poi articoli sulla Confindustria monegasca, sul Festival del Film cattolico e sulla forza degli italiani all’estero. Infine, la rubrica “I nostri soldi” ci racconta le origini della rivoluzione che ha arricchito il mondo.

Buona lettura.

 

 

Mauro Marabini

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